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La fase di transizione del Governo Monti
Scritto da Admin   
sabato 21 gennaio 2012

Il Coordinamento del Circolo PD di Alberobello conscio che l’elettorato vorrebbe chiarezza di idee in questa fase particolarmente delicata per l’Italia ha deciso di proporre
per VENERDI’ 27 gennaio alle ore 19 presso la sede del Circolo (Piazza XXVII Maggio 41)
una incontro pubblico sull’evoluzione della situazione politica ed economica e sulle posizioni del PD
Il ruolo del PD nella fase di risanamento del Governo Monti
Interverrà il sen. Nicola LATORRE, vicepresidente del Gruppo PD al Senato.
L’incontro è aperto a tutti.

 
Sede unica del Centrosinistra
Scritto da Admin   
venerdì 20 gennaio 2012

Il Partito Democratico, la Sinistra Ecologia Libertà, l’Italia dei Valori e l’Alleanza per l’Italia di Alberobello, alleati del Patto del Centrosinistra per Alberobello, hanno da gennaio una nuova sede unica in Piazza XXVII Maggio, 41.
«Per il PD un Centrosinistra aggregante è molto importante, un Centrosinistra che accorpi i nostri valori e crei una lista autorevole». afferma il Coordinatore del PD Giuseppe De Palma «Noi vogliamo dare un segnale forte di unità. La sfida è alta ed è per questo motivo che ho proposto agli altri Partiti di creare sin d’ora una nuova sede del Centrosinistra dove ognuno dovrà sentirsi a casa. La sede dovrà essere punto di riferimento per tutti i cittadini e gli elettori in tutta la campagna elettorale, un luogo dove tutti potranno confrontarsi con noi e con i candidati. In questi pochi mesi che ci separano dalle amministrative il Centrosinistra di Alberobello dovrà confrontarsi con la cittadinanza, alla quale ci presenteremo con un programma che stiamo per concordare».

 
ATO BA/5: PD Provinciale chiede una urgente verifica
Scritto da Admin   
mercoledì 30 novembre 2011

La gestione del ciclo dei rifiuti nel bacino BA 5, nonché la realizzazione degli impianti previsti, rischia di mettere i bilanci dei comuni appartenenti allo stesso ATO BA 5 in situazioni di ulteriore ed estrema difficoltà.
Le ridette difficoltà trovano origine in un percorso giudiziario piuttosto travagliato iniziato con sentenza del CdS n. 3634/2010, che ha statuito l’annullamento dell’originaria aggiudicazione in favore del Consorzio stabile Cogeam, successiva assegnazione all’ATI Colari del servizio de quo alle condizioni dell’originario affidamento a Cogeam ossia:a) tariffa di Euro 58 (60,54 in caso di mancata acquisizione del cofinanziamento) per ogni tonnellata di rifiuto conferita per il trattamento; b) inclusione in detta tariffa di ogni costo relativo al conferimento del CDR; c) invarianza della tariffa di riferimento alla quantità di rifiuto conferita al soggetto gestore che con l’offerta ha assunto il rischio della relativa valutazione; d) assunzione, da parte del soggetto gestore, di ogni onere e di ogni responsabilità relativamente alla destinazione ed al conferimento del CDR e conclusasi con una nuova procedura concorsuale, resasi alquanto necessaria, atteso che l’offerta avanzata dall’ATI Colari, che prevedeva lo smaltimento del CDR in Albania, è stata ritenuta in contrasto con l’allora vigente normativa comunitaria.
L’oggetto della nuova procedura, è assolutamente sovrapponibile a quello della procedura originaria, divergendo solo nella misura della tariffa, fissata in Euro 125,75 tonnellate e prevedendo, altresì, l’obbligo di conferimento dei comuni del bacino interessato nella misura di 470 T/G.
Non a caso, l’aumento della tariffa assume dimensioni tali da apparire fortemente incongrua con la prestazione di un servizio che è sostanzialmente analogo.
Pur volendo addebitare il suddetto incremento al legittimo adeguamento ISTAT, lo stesso, in un così brevissimo spazio temporale, mai avrebbe fornito come risultato una tariffa nella misura così come evidenziata.
Pare, pertanto,assai opportuno domandare alla struttura commissariale, la stessa che ha gestito la procedura concorsuale, quali implementazioni del servizio, rispetto a quanto originariamente previsto, giustificano un così rilevante aumento della tariffa ovvero se la stessa tariffa dipenda da un’eventuale modifica della fase del conferimento assunta come riferimento. Quanto evidenziato ha maggiore rilievo se si considera la circostanza che, con riguardo alla concreta struttura della procedura, ha partecipato un solo concorrente ed in questi casi, la legge richiede una espressa valutazione della congruità e della convenienza dell'offerta economica.
In ordine alla sussistenza, poi, di un vincolo per i Comuni di conferire 470 tonnellate al giorno di RSU, pacifica è la conseguenza che un minore conferimento determinerebbe un aggravio degli oneri per i comuni medesimi, per l’aumento della tariffa ovvero per l’obbligo indennitario/risarcitorio scaturente dall’inadempimento all’obbligo di conferimento nella misura stabilita.
Al fine di ovviare a tale triste, nonché, negativo risvolto pare possibile una eventuale integrazione della quantità di indifferenziato conferito mediante l’aggiunta di rifiuti provenienti da altri ambiti della Provincia di Bari.
In realtà, tale soluzione porrebbe seri e gravi problemi di razionalità e coerenza dell’azione amministrativa.
Difatti, come è possibile pensare di conferire rifiuti provenienti da altri bacini che, ovviamente, sono vincolati alle gestioni relative ai bacini medesimi?; e sarebbe mai possibile che tale conferimento venga calibrato in funzione del raggiungimento delle quantità necessarie a coprire le potenzialità fino a 470 t/g e non oltre, poiché superata detta quantità, non ci sarebbe ovviamente capienza per gli impianti per come autorizzati?; e come si pensa di ampliare e modificare l’oggetto dell’affidamento come stabilito in sede di gara relativamente all’ambito di operatività della gestione degli impianti a servizio del bacino BA 5?
La verità è che con la formulazione della nuova proposta, pena l'inadempimento rispetto agli obblighi nascenti dal contratto, ai comuni dell’ATO BA 5 è fortemente inibito il perseguimento, pure normativamente dovuto, di un progressivo aumento della raccolta differenziata, apparendo, pertanto, estremamente vani tutti gli sforzi mossi in tale direzione.
Alla luce di quanto sopra esposto, urgente ed indifferibile è la sospensione della sottoscrizione al contratto o, nell’ipotesi in cui sia stata già apposta la firma, considerare valido l’istituto della risoluzione anticipata, disciplinata dal codice dei contratti pubblici, di concessioni o contratti in corso per sopravvenute ragioni di opportunità.

 
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